Ischia Ponte, un tempo chiamata ‘Borgo di Celso’, è il vero centro storico del comune. Borgo di pescatori e marinai, ha conservato nei caseggiati l’antica architettura ischitana. A Ischia Ponte troviamo la Cattedrale di Ischia dedicata a Santa Maria della Scala, la Chiesa dello Spirito Santo e il Vescovato chiamato anche Seminario, la casa dove nacque San Giovan Giuseppe della Croce Santo Patrono dell’isola (nato ad Ischia, 15 agosto 1654) insieme a Santa Restituta, infine il Piazzale Aragonese che anticipa l’ingresso al pontile per il Castello Aragonese. A Ischia Ponte troviamo anche i palazzi storici del comune.

La Cattedrale di Ischia dedicata a Santa Maria Assunta  si tratta di un edificio rimodernato in forme barocche su un´antica chiesa risalente al XIII secolo e in seguito ampliata dall´ordine degli Agostiniani nel 1751-52. A partire dal 1810 è la chiesa madre della Diocesi, in seguito all´abbandono della precedente cattedrale situata sul Castello e bombardata qualche anno prima dagli inglesi. Dal punto di vista architettonico, il tempio presenta una ampia facciata barocca, con tre ingressi protetti da una robusta cancellata ed un elegante mosaico, eseguito da artisti contemporanei che risalta sulla porta centrale. Nell’interno si snodano tre maestose navate completate da una cupola bramantesca, che nel mirarla toglie il respiro. Il pavimento di marmo è del 1912  ed al centro dell’arco trionfale, vi è un volto di una donna  in stucco. Si vuole che siano le sembianze della Contessa consorte di Pietro Cossa, fondatore della Chiesa. Vi è poi la torre con il campanile costruita nel 1596 per dare rifugio alle popolazioni durante le incursioni barbaresche.I dipinti presenti nella chiesa, risalgono quasi tutti al Settecento. I più prestigiosi appartengono al pittore Giacinto Diano e  opere di Alfonso Di Spigna. Nella chiesa, oltre ai dipinti, esistono numerose altre opere d’arte, tra le quali, in fondo alla navata sinistra, un raro crocifisso di scuola catalana del 1200 e lo spettacolare altare marmoreo, che provengono entrambi dalla vecchia cattedrale ubicata sul Castello. Inoltre, è importante menzionare, la Cappella del Sacramento, dedicata alla Madonna della Libera, in fondo alla navata destra.

La Chiesa dello Spirito Santo è stata costruita tra il 1636 ed il 1676. Inizialmente dove ora sorge la chiesa , era ubicato una cappella dedicata a Santa Sofia e apparteneva ai marinai di Ischia Ponte.La chiesa è sede della venerazione di San Giovan Giuseppe della Croce, un francescano alcantarino (nato ad Ischia nel 1654) le cui spoglie sono da poco ritornate nell’isola natia, dopo una lunga permanenza a Napoli, dove morì nel 1734 e dove era molto venerato dalla popolazione. La chiesa dal punto di vista architettonico, ha una pianta basilicale a croce latina. con navata unica e tre cappelle per lato. Una breve scalinata conduce all’ingresso. Sul lato destro, vi è un campanile a forma di piramide, con una cupoletta a pera, rivestita da mattonelle gialle e verdi. All’interno, ci sono tantissime opere d’arte: un affresco raffigurante il Castello , uno di Francesco Saverio che battezza un negretto, una Madonna con Bambino e Santi, una Madonna del Rosario, una Madonna delle Grazie di Paolo de Matteis, una Pentecoste realizzata dal Di Spigna nel 1768, una Annunciazione, una Traditio Clavium, ed una tela rappresentante la Sacra famiglia con Sant’Anna, San Gioacchino e San Giovannino.

Il Seminario  fu fatto costruire in soli tre anni da Mons. Nicola Schiaffini, dal 1738 al 174. E’ la sede del Vescovo e il luogo dove si formano i giovani per essere avviati al sacerdozio. L’attuale vescovo è Mons. Giuseppe Lagnese. Nelle sale si notano diversi reperti storici trovati sul castello: due capitelli di marmo, due colonne scure  e una tabula superiore di m. 2 per 0,55 del V sec. e facente parte della tomba di Giovanni Cossa, governatore di Ischia. Su di essa sono scolpiti degli episodi del Vangelo: Il cieco guarito; Le Guarigione del Paralitico; Zaccheo;L’entrata in Gerusalemme.

La casa dove nacque San Giovan Giuseppe  si trova subito dopo la cattedrale. Oggi è stata trasformata in cappella e donata alla chiesa dello spirito Santo.In essa si conservano molte reliquie del Santo e principalmente il bastone che usò nella sua vecchiaia. Sul muro esterno della sua cas a c’è una lapide che ricorda al passante che il giorno 15 agosto 1654 colà era nato San Giovan Giuseppe della Croce.

Il  Piazzale Aragonese è un piazzale a livello del mare  che permette l´accesso al Castello Aragonese mediante il ponte di 228 metri fatto costruire dal Alfonso d´Aragona alla metà del XV secolo. Il piazzale è dedicato ai re e principi Aragonesi che ebbero Ischia sotto il loro donmino e specialmente a d Alfonso I d’Aragona che nel 1441 fece ricostruire  il ponte che unisce il Castello all’isola maggiore, trasformandolo da ponte in legno in ponte in muratura.Sul Piazzale Aragonese vengono svolte ogni  anno d´estate il Premio Nazionale di giornalismo e anche la kermesse Ischia Film Festival,  data il suo straordinario ubicazione  con alle spalle il Castello e ai lati l´isolotto di Vivara e la baia di Cartaromana.  In questo piazzale il 5 Maggio 2002 Papa Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla) ha celebrato la Santa Messa per poi incontrarsi nel pomeriggio con i giovani dell’isola nel piazzale della chiesa del Soccorso nel Comune di Forio.

Il Castello Aragonese si trova nel borgo di Ischia Ponte ed è il simbolo dell’isola d’Ischia.Il Castello Aragonese antica fortezza, un tempo abitato da autorità civili,militari ed ecclesiastiche. Al Castello (alto 115 metri) , oggi di proprietà di privati, si giunge percorrendo un lungo pontile di ben 227 metri, che unisce come detto sopra il Castello a l’isola maggiore.
Al termine del ponte si trova la cosiddetta Batteria del Molo, sul cui terrazzo sono ancora visibili tracce dei pilastri trapezoidali che sostenevano le artiglierie. Sulla destra, un grande arco immette al Castello, dove troviamo la biglietteria. Procedendo per la galleria fatta scavare da re Alfonso nella roccia rachitica,  traforo  largo 10 metri e alto 18, che si sviluppa per una lunghezza di 427 metri, si giunge sulla sommità del Castello. Durante la salita si possono notare, all´interno della galleria, delle aperture sulla volta che servivano per illuminare il tragitto o per gettare su eventuali invasori olio o pece bollenti, metà della  galleria c´è la cappella dedicata a San Giovan Giuseppe della Croce che in gioventù aveva vissuto proprio sul Castello. Oggi, oltre alla galleria, si può accedere al Castello anche grazie ad un moderno e comodo ascensore. Giunti sulla sommità è possibile ammirare : la Chiesa dell’Immacolata che risale al XVIII secolo con la sua stupenda cupola; il Convento delle Clarisse dal cui terrazzo si gode di un panorama stupendo; la Cattedrale dell’Assunta che risale al XIV secolo dove è possibile ammirare affreschi giotteschi e che vide il matrimonio nel 1509 di Ferrante d’Avalos e Vittoria Colonna; il Tempietto di San Pietro, costruzione compatta realizzata in blocchi di piperno bel squadrati su una pianta perfettamente esagonale. Posta più in alto rispetto a San Pietro è invece l’area delle ex Carceri, cui si accede oltrepassando una porta aperta nel muro di cinta, e che ospitarono alcuni protagonisti del Risorgimento Italiano (Poerio, Nusco , Settembrini…). Si vedono inoltre, i resti del Maschio del Castello: elevato di 80 m, il suo corpo centrale, di forma trapezoidale, a nord appare isolato e strapiombo sul mare. Abbiamo infine, gli Archi Gotici di accesso all’Abbazia dei Basiliani di Grecia, il Tempietto del Sole e la Chiesetta di S.Barbara.

La Baia di Cartaromana situata sulla destra del pontile, guardando dal piazzale Aragonese, caratterizzata dagli Scogli di Sant’Anna e con lo scenario del Castello Aragonese il 26 Luglio di ogni anno ha seguito l’evento più tradizionale di questo comune, Il Palio di Sant’Anna una competizione di barche allegoriche, dove partecipano in rappresentanza i sei comuni dell’isola più le altre due isole minori del Golfo di Napoli, Capri e Procida.

Sulla Baia di Cartaromana si erge la Torre di Guevara o Michelangelo. Che Michelangelo abbia soggiornato alqquanto in quella torre non vi sono documenti, ma la quattrocentesca costruzione apparteneva al duca di Bovino, Giovanni di Guevara, padrone e signore dell’isoletta Guevara. Nella Torre vi sono alcune pitture che si vogliano attribuire a Michelangelo, eseguite nel periodo in cui vi soggiornò e si consumava d’amore con Vittoria Colonna.

 

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